18.07.2026

Dopo la recente pubblicazione dei risultati dello studio RESPIRIAMO dedicati all’impatto economico dell’infezione da Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) sulle famiglie italiane, arriva un nuovo importante contributo scientifico dallo stesso progetto di ricerca. È stato infatti pubblicato su BMC Pediatrics lo studio multicentrico retrospettivo “RESPIRIAMO – Italian Hospital Surveillance for Lower Respiratory Tract Infections, che analizza le caratteristiche cliniche e la gravità dei ricoveri associati all’RSV nei bambini di età inferiore ai 2 anni in Italia.

Un’ampia fotografia dell’RSV in età pediatrica

L’analisi ha coinvolto 12 centri pediatrici italiani e ha raccolto dati relativi a bambini ricoverati per infezioni delle basse vie respiratorie nel periodo compreso tra il 2018 e il 2021. Complessivamente sono stati inclusi 1.547 bambini di età inferiore ai 24 mesi, dei quali l’81,6% è risultato positivo all’RSV, confermando il ruolo predominante del virus come causa di ospedalizzazione per infezioni respiratorie nei primi anni di vita. I risultati mostrano che i bambini con infezione da RSV erano mediamente più piccoli rispetto a quelli RSV-negativi e, nella maggior parte dei casi, precedentemente sani. Nonostante l’assenza di condizioni predisponenti note, l’infezione si è associata a quadri clinici più severi rispetto ai casi non correlati all’RSV.

Maggiore severità e maggiore utilizzo delle risorse ospedaliere

Lo studio evidenzia che i pazienti RSV-positivi hanno richiesto più frequentemente:

  • supplementazione di ossigeno;
  • supporto respiratorio non invasivo;
  • ventilazione meccanica;
  • ricovero in terapia intensiva pediatrica.

Questi dati confermano che l’RSV rappresenta non solo la principale causa di ricovero per infezioni respiratorie nei lattanti, ma anche una delle condizioni associate al maggiore impiego di risorse assistenziali ospedaliere.

Un tassello importante per le strategie di prevenzione

Le evidenze emerse rafforzano quanto già evidenziato dai precedenti lavori del progetto RESPIRIAMO: il burden dell’RSV non riguarda esclusivamente i bambini fragili o con comorbidità, ma interessa in maniera significativa l’intera popolazione pediatrica. Lo studio sottolinea infatti che una quota rilevante dei ricoveri più gravi coinvolge bambini nati a termine e privi di fattori di rischio preesistenti. Secondo gli autori, questi risultati supportano l’implementazione di strategie preventive estese a tutti i neonati e lattanti, con l’obiettivo di ridurre ricoveri, complicanze e pressione sui servizi sanitari durante la stagione epidemica dell’RSV.

Il progetto RESPIRIAMO

La nuova pubblicazione si inserisce nel percorso scientifico dello studio RESPIRIAMO, che negli ultimi mesi ha prodotto importanti evidenze sia sugli aspetti clinici sia sull’impatto socioeconomico dell’infezione da RSV. Se il precedente lavoro aveva documentato i costi sostenuti dalle famiglie durante il ricovero dei bambini affetti da RSV, questa analisi retrospettiva fornisce ora una  descrizione dettagliata del peso clinico della malattia negli ospedali pediatrici italiani. Nel loro insieme, i due studi contribuiscono a delineare un quadro sempre più completo dell’impatto dell’RSV nel nostro Paese e delle potenziali ricadute positive derivanti dall’adozione delle nuove strategie di immunoprofilassi.

👉link all’articolo completo: https://link.springer.com/article/10.1186/s12887-026-07177-8

Riferimento bibliografico
Bozzola E, Piccotti E, D’Auria E, et al. RESPIRIAMO – Italian hospital surveillance for lower respiratory tract infections: a multicenter retrospective cohort study of respiratory syncytial virus-associated hospitalizations in children under 2 years of age.  BMC Pediatrics. 2026. DOI: 10.1186/s12887-026-07177-8.